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La domenica da Esselunga.

La domenica da Esselunga.

Sta facendo il giro delle bacheche la foto di un volantino di Esselunga in cui si legge che la domenica resteranno chiusi per migliorare la qualità della vita dei loro dipendenti e per far sì che a noi clienti sia finalmente data facoltà di riscoprire i valori veri della famiglia tradizionale.

esselungaManco a dirlo, si tratta di una bufala grossa e grassa: basta andare sul sito ufficiale per leggere gli effettivi orari di apertura e sveglioni miei, secondo voi in una comunicazione ufficiale scriverebbero Essulunga e non Esselunga? È un burla, uno scherzo, un falso. È un messaggio pensato e diffuso appositamente per attirare like di boccaloni, moralizzatori e perbenisti. Però, se per un attimo facessimo finta di nulla, se trascurassimo il fatto che le persone che lavorano la domenica non sono schiavi, ma dipendenti consenzienti e pagati che magari arrivano a fine mese proprio grazie agli straordinari che il lavoro festivo gli consente, se tralasciassimo il fatto che decine e decine di categorie già lavorano nel week-end o lo hanno sempre fatto e se soprattutto ci dimenticassimo che le aperture domenicali rappresentano per tante e tante persone l’unico momento in cui poter fare la spesa senza ammazzarsi, senza rinunciare al pranzo o al sedersi a tavola la sera, senza dimenticare i propri figli a scuola, a danza o a casa dei nonni, ci sarebbero un sacco di spunti interessanti su cui riflettere. Il primo, che poi è anche il più importante e l’unico su cui voglio spendere due parole, è inerente al significato che attribuiamo al termine ‘liberalizzazione’. A leggere i commenti a quella foto, sembra sia sinonimo di coercizione. Solo che la liberalizzazione degli orari di apertura non ha implicato alcun obbligo all’apertura festiva, tantomeno ci ha costretti a infilarci nella bolgia domenicale che affolla tutti i centri commerciali.

Liberalizzare significa togliere vincoli, non introdurre nuovi obblighi. Significa avere libertà: di aprire o perché no, di tener chiuso. Quel volantino infatti, è sì una balla e minchia, prima di condividerlo scrivetele due parole su Google che non vi cascano le braccia, ma qualora Caprotti non fosse, appunto, Caprotti e avesse davvero deciso di tenere giù le saracinesche di domenica, sarebbe sua facoltà farlo. E anzi, qualora gli introiti domenicali fossero inferiori ai costi delle utenze e del personale o le possibilità di uno ritorno a livello d’immagine fossero tanto alte da non poter essere trascurate, chiudere sarebbe persino economicamente conveniente. Solo che il mercato è democratico e ascolta quello che la domanda chiede. Non è esattamente quello che voi chiedete alla politica, al governo e a tutte le istituzioni? Ecco, dunque, se la risposta è sì, rimettevi in tasca queste manie moralizzatrici, godetevi pure la libertà di riscoprire la vostra famiglia a tavola, in un parco e pure davanti ad un caminetto acceso, ma rispettate e non toccate la mia di far la spesa quando posso e voglio. Anche perché lì c’è l’aria condizionata, mentre casa mia solo un cavolo di raffrescapoveri che mi blocca il collo ogni volta che lo accendo.

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